Sono Domenico Longo e lavoro nel digitale dal 1999
Negli anni ho visto abbastanza progetti per capire una cosa: quelli che non vendono hanno quasi sempre qualche pezzo fatto bene e tutti gli altri lasciati scoperti. Il pezzo che manca cambia da azienda ad azienda; quello che manca sempre è qualcuno che tenga insieme il quadro.
Oggi è questo il mio lavoro. Tengo insieme decisioni, priorità ed esecuzione: stabilisco con l’azienda cosa viene prima, seguo il lavoro necessario e mantengo una direzione unica. Londom è il nome con cui lavoro, ma il referente sono io: chi mi scrive parla con me dall’inizio alla fine.

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Il percorso che ha formato il mio modo di lavorare
Servizi che devono restare in piedi
Anche dalla parte di chi vende
Presenza e vendita su scala reale
Strategia, crescita e strumenti proprietari
Da questo tipo di lavoro nasce Londom Lab: alcune personalizzazioni sviluppate per i clienti le trasformo in strumenti utilizzabili anche da altri. Il primo è LONDOM – Out of Stock Alternatives, pubblicato sul repository ufficiale di WordPress: mostra le alternative disponibili quando un prodotto è esaurito, invece di lasciare il pulsante non disponibile.
Come ragiono
Tre convinzioni nate dal lavoro, che spiegano perché il mio ruolo non è limitarmi a realizzare ciò che mi viene chiesto.
Lo strumento è quasi sempre la domanda sbagliata
Chi mi contatta parte spesso da lì: quale piattaforma scegliere, se rifare il sito, quale servizio attivare. La domanda vera sta un passo più indietro e riguarda cosa deve fare quel canale, per chi e con quali risorse. Cambiare strumento senza cambiare ciò che gli sta attorno sposta il problema, non lo risolve.
Un sistema si giudica da come regge, non da come parte
Vengo da anni in cui il mio lavoro era mantenere operativi servizi che non potevano fermarsi. Mi è rimasto quel criterio: il punto non è soltanto far funzionare qualcosa al lancio, ma farlo reggere nel tempo, anche quando l’attenzione quotidiana dell’azienda si sposta altrove. Un sistema che richiede sorveglianza continua è un sistema che va ripensato.
Chi decide deve capire su cosa decide
Non lavoro bene quando l’azienda delega le scelte senza volerne comprendere le conseguenze. Non serve conoscere ogni dettaglio tecnico, ma una decisione che non è stata capita viene rimessa in discussione alla prima difficoltà. Per questo spiego le cose tecniche in parole normali e le decisioni importanti le prendiamo insieme.
Con chi lavoro
Tre cose utili da sapere prima di scrivermi: con quale tipo di azienda lavoro, come viene gestita l’esecuzione e quanto conta la distanza.
Aziende con un prodotto e un progetto reale
Produttori, attività con un punto vendita fisico, aziende con un catalogo proprio. Alcune vendono già online, altre stanno costruendo quel canale. Le dimensioni contano meno della disponibilità a investire, fornire ciò che serve e seguire una direzione condivisa.
Il referente sono io, non sempre l’esecutore
Non ho un’agenzia, non ho reparti e non parlo di me al plurale. Definisco come deve funzionare il sistema e ne mantengo la direzione. Quando serve una competenza specifica, coinvolgo professionisti adatti e coordino il loro lavoro, restando il referente del progetto.
Ho sede in Calabria, lavoro anche fuori regione
Quando l’azienda è vicina, vedere di persona un negozio, un magazzino o il modo in cui lavora può far emergere informazioni che a distanza si perdono. Lavoro anche con clienti fuori dalla Calabria: le decisioni si prendono confrontandosi, mentre gran parte del lavoro si organizza e si segue a distanza.
Il passo successivo
Scopri come lavoro
Se hai già chiaro il punto in cui sei e cosa vuoi cambiare, puoi descrivermi il progetto adesso. La richiesta arriva direttamente a me.